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IN TUTURANESE PITTECULI SIGNIFICA PETTEGOLE
SIGNIFICATO:
INDICA ANCHE LE DONNE CHE DANNO TROPPA CONFIDENZA AGLI UOMINI.


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A Cerano

…La scuola era terminata già da un pezzo!.... E quella mattina, animati dalla speranza di sentirci liberi dagli “impegni” quotidiani, sempre gli stessi, monotoni: il bar, la sala del biliardo, la partita a calcio, decidemmo di andare,. in bicicletta , a Cerano. Eravamo cinque amici…cinque ragazzotti di sedici anni…chi più chi meno …che volevano respirare, per la prima volta, e con un mezzo di locomozione diverso, l’Avventura. Strade diritte tra la campagna verdeggiante, e noi giù a pedalare, a sorpassarci., nemmeno fossimo stati novelle speranze per un futuro Giro D’Italia. Passaggio a livello chiuso come sempre capitava.. e tutti in fila ai bordi della strada ad aspettare il solito treno, che non passava mai..!!!! All’improvviso una frenata bislacca.. uno stridio di freni: era arrivato, dietro di noi, il pullman Brindisi,via Tuturano, - Cerano..
Lo ricordo: era blu, con al volante .il solito accaldato, annoiato autista con lo sguardo perso nel vuoto, che ogni tanto si asciugava il sudore con un fazzoletto a quadri che riportava meccanicamente intorno al collo , sognando forse anche lui un momento di libertà o le meritate ferie. Un fischio in lontananza.. il treno! Finalmente avremmo potuto riprendere il via. Alzai lo sguardo.. e…dal pullman due occhi mi fissavano….azzurri come il cielo… incorniciati da capelli neri e ricci come la pece…mi voltai su me stesso per vedere se lo sguardo puntasse verso qualcosa d’altro… no.. dietro di me non c’era nessuno...!!! Le accennai un sorriso… niente. .nessuna visibile risposta!!! …Allora decisi di lasciar perdere…tanto sapevo dove sarebbe scesa. Il treno ci sfrecciò davanti e , subito dopo, il passaggio a livello si alzò. Inforcammo le bici e riprendemmo il viaggio,sempre più liberi: la mete si avvicinava!! intanto il pullman era già avanti, il fumo della nafta ci ricopri … pullman scassato!! Arrivammo sul piazzale di Cerano ancora con qualche energia.. ed io nella mente i due occhi blu… avevano lasciato il segno!! Il pullman era posteggiato in un angolo con le portiere aperte .. all’interno l’autista stravaccato sul sedile a dormire.. dei passeggeri nessuna traccia. Ai lati del piazzale “le baracche” in legno costruite alla meno peggio, adibite dai “ Pescatori”, che ne erano i proprietari, alle “vacanze ufficiali”, pur mai abbandonando il proprio lavoro nei campi o le attività artigianali... Quelli che la sera si facevano belle grigliate di pesce.. al chiarore della luna, tra canti e balli e come colonna sonora solo lo sciabordio del mare.. momenti di serenità! ( li ho sempre invidiati!!!) Sull’altura di fronte tanta vegetazione, la classica vegetazione mediterranea, da dove,ogni tanto, si vedeva brillare qualche riflesso dei vetri delle macchine posteggiate nella radura del piccolo bosco. Di fronte un infinito, tranquillo orizzonte blu. Mettemmo le bici in un angolo, scendemmo la piccola discesa, attraversammo con i sandali in mano il piccolo fiumiciattolo quasi in secca….e…. la spiaggia di Cerano!! Piccola distesa gialla.…Cerano non era solo una piccola deliziosa spiaggia con il suo stabilimento al centro e un palco coperto dove si poteva sorseggiare una buona birra, fare la partitella a carte o ascoltare buona musica, ma era un micromondo frequentato per la maggior parte da Tuturanesi. La parte destra dell’ arenile occupato dalle famigliole con i bambini che dovevano respirare l’aria buona, con ombrellone, qualche asciugamano e.. il pranzo al “sacco”o alla “pentola”, visto il profumo che emanavano le borse; a sinistra dello stabilimento la parte signorile con una decina di cabine e sempre qualcuno a giocare a racchettoni: faceva scic, mentre una canzone allietava i bagnanti. .In quel momento, e me la ricordo come se fosse ora, Patty Pravo cantava..”Pazza idea” …30 metri di distanza…due modi diversi di vivere il mondo e di affrontarlo.
Finalmente vagnù..mo ni divirtimu…!!!” Esclamò qualcuno, e vidi subito dopo volare ciabatte, pantaloni, magliette e quattro ragazzi correre verso l’acqua, ma io no: ero intento a scrutare i bagnanti…facendo finta di nulla. Prima parte destra: persone che conoscevo.. saluti…due chiacchiere. e intanto mi avvicinavo al bar…ma occhioni non c’era!!!!!!!!! “Francesco…ieni mè....no sai cce ti sta pierdi!! Mi urlò Amedeo, ma io, che per la verità non amavo e non amo il mare in quanto acqua, forse per paura o perché non sapevo nuotare, non me lo filai per niente.. i due occhi mi perseguitavano.. Il bar. Di nuovo saluti, e Antonio, uno dei pescatori, seduto ad un tavolo di fronte ad una nuvola di capelli neri, mi chiamò….. “Ciao Francesco, ti possu prisintari n'amica ti Brindisi….??? Mi voltai e.. i due occhi mi fulminarono…. Mi avvicinai a loro con passo sicuro…cercando di non far trasparire tutta l’emozione del momento, ma forse non c’ero riuscito.. gli occhi me lo fecero capire…Un sorriso si stagliò sul viso abbronzato di Occhioni. “ Ciao”.. ”Ciao” mi rispose… poi silenzio…. Meno male che Antonio intervenne, rompendo quell’ innaturale silenzio che si era creato.. chiedendoci se volevamo qualcosa al bar.. Si alzò per ordinare un gelato per lei e una birra grande per noi due. “Cavolo… eravamo soli!!- pensai- E adesso? Adesso sono qui a ricordare le emozioni provate per aver conosciuto una splendida ragazzina.. aveva quindici anni, il suo nome era Giulia e abitava al rione Paradiso di Brindisi… e secondo me poteva abitare solo lì, al Paradiso…. Giulia avrebbe sicuramente occupato la parte sinistra della spiaggia di Cerano! Forse l’unica cosa che non apprezzavo di lei….. Al momento dei saluti ci demmo appuntamento alla settimana successiva….. ma il passaggio a livello era sempre aperto…!!! Non ci siamo rivisti più, ma Cerano,la piccola perla incastonata tra le alture, con la sua parte destra, le baracche…la serenità del paesaggio e dell’ umanità che lo viveva, mi è rimasto nel cuore……





Questo mio racconto è, solo, nostalgia dei bei tempi trascorsi…….a Tuturano.   



scritto da Francesco Lorenzini

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