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Relazione del 1881 sul Comunello ed agro di Tuturano
Tuturano, frazione del comune di Brindisi è situato a sud-est del suo Capoluogo e ne dista 12 chilometri. Conta 435 abitanti, quasi tutti agricoltori, ad eccezione di alcuni artigiani addetti ai mestieri più necessari. In qual'epoca, da chi venne fondato ignorasi del tutto; si conosce soltanto per documenti storici che nel 1097 il Conte Goffredo dei Normanni, donò alle Signore Monache Benedettine di Brindisi il Comunello di Tuturano e quello di Valerano con l'agro annesso.
Di Valerano non resta vestigio di sorta; e si ritiene che la sua ubicazione fosse stata quella dell'attuale masseria denominata Maramonte.
Tuturano ha il perimetro di 800 metri circa; è intersecata nel suo mezzo da una strada principale e da diverse altre di second'ordine. Non ha pubblici edifizi, eccettuate due piccole chiese, delle quali una sola è adibita al culto religioso.
Delle strade summentovate la prima solamente è costruita ad inghiaiata, e manca da molti anni di regolare manutenzione; le altre sono poco praticabili e fangose, specie nei tempi piovosi.
Le abitazioni sono quasi tutte a pianterreno, ad uscio e tetto; e tutte mancanti di pavimento, il livello delle quali è sottostante a quello delle strade sulle quali si prospettano, tutte poi mancano sterquilinio. In questo Comunello manca affatto la illuminazione notturna delle vie.
L'alimento fondamentale della popolazione è fatto di pane di frumento, di legumi ed ortaggi; scarso è l'uso delle carni suine ed ovine a seconda delle stagioni, per condimento si usa l'olio d'olivo; raramente la sugna ed il lardo.
Il vino ed il caffè è d'uso quasi generale. Le acque usate per i bisogni della vita sono tutte sorgive ed attinte a due pozzi pubblici, non che ai pozzi privati; nella stagione estiva o di lunga siccità si avverte la penuria di esse. Questa popolazione ha indole mite e fiacca. Le statistiche penali registrano qualche reato di sangue consumato per lo più da gente avventizia; i reati contro la proprietà sono pure essi rari e di nessuna importanza.
Le malattie dominanti nel villaggio sono le febbri malariche col corredo delle successioni morbose, prodotte da profonde e dannose cachessie palustri.
La longevità della vita in questo Villaggio non sorpassa i 70 anni; il numero dei decessi è maggiore nei maschi che nelle femmine. Gli uomini contraggono ordinariamente matrimonio dai 20 ai 25 anni di età; le femmine dai 16 ai 20 anni: Tanto la proprietà rustica che la urbana è sufficientemente frazionata; mancano gli accattoni. 20 alunni sono iscritti alla scuola elementare maschile, quasi altre e tante alunne alla scuola femminile; ma, son pochissimo frequentate, perchè i fanciulli sono condotti dai loro parenti a lavorare nei campi; esse sarebbero assai meglio sostituite dalle scuole serali e domenicali.
Vi è il delegato municipale allo Stato Civile in persona d'un prete, il parroco in persona d'un frate.
Il servizio medico-chirurgico a condotta limitata ai soli poveri, è prestato nei giorni alterni od a richiesta, non essendo obbligato giusta un capitolato speciale, il medico condotto di domiciliare o pernottare in
Tuturano; manca una farmacia autorizzata, sebbene da un dispensario farmaceutico apposito vengano somministrate dal medico condotto tutte le medicine occorrenti.
Ad 1 km dall'abitato trovasi il campo santo di recente costruzione, con cella mortuaria; ma mancante di custodia notturna, per cui è frustata la previdenza della cella mortuaria, onde riparare alla possibilità di qualche caso di morte apparente. La negletta igiene dell'abitato per mancanza di attuazione del regolamento di polizia urbana, completa questo desolante ambiente miasmatico.
Epperò il villaggio di Tuturano e la salute dei suoi abitanti non potrà raggiungere verun miglioramento sanitario, agricolo ed economico, se non verranno adottati con sollecitudine i provvedimenti che la nostra Commissione man mano verrà indicando.
Son principali bisogni del villaggio la sistemazione delle sue strade interne, la costruzione di un serbatoio d'acqua potabile, la costruzione obbligatoria degli sterquilini privati, l'impianto di alquanti fanali per la illuminazione notturna delle vie interne. Occorre pure urgentemente di fare elevare di 30 cm i pavimenti delle case al di sopra del piano stradale, ed una estesa piantagione di eucalipti lungo la traversa, e nei punti che verranno bonificati.
Dott. Cesare Bianchi relatore
Dott. Luigi Taliento
Biagio Palumbo
Vincenzo Biocchi relatore
Francesco Simone
Il racconto è tratto da una relazione edita nel maggio 1881 dalla Tipografia Domenico Mealli di Brindisi.
Per Gentile Concessione del Sig.Antonio Sparapane che ne possiede gli originali.
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