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Gli Anni 70
Lucio Battisti imperava nelle hit-parade della radio. Memorizzavamo subito i testi delle sue canzoni, perché, nonostante alquanto difficili, erano del tutto innovativi rispetto alla solita tradizione musicale e quindi assai apprezzati da noi giovani che, anche se in ritardo, volevamo risentire di quell’ondata di rinnovamento portata dai movimenti del ’68. Fu un formidabile fenomeno musicale per noi che lo abbiamo vissuto, tant’è che ancora oggi quei brani sembrano
attualissimi e, comunque, intramontabili. C’era una produzione continua di album del duo Mogol-Battisti; ne usciva quasi uno al mese. Ricordo che, dopo la pubblicizzazione in anteprima, prenotavamo le musicassette al “Discobolo” di Via Mazzini a Brindisi. Sì, le musicassette, praticissime per le autoradio. In macchina eravamo tutti aggiornatissimi e attrezzatissimi. Dopo il primo furto subito dello stereo, avevo montato il nuovo apparecchio sotto il sedile di guida posizionandolo in maniera tale da nasconderlo alla vista. La mitica Mini Minor MK2, la mia prima macchina, di color sabbia – targa BR71491 – comprata con lo stipendio del militare e pagata la bella cifra di 920.000 lire. Per una migliore qualità di ascolto, ma soprattutto per le scampagnate al boschetto o a Cerano, gli altoparlanti erano indipendenti, non incassati e mobili, in modo tale che si potevano posizionare ovunque, fuori dall’auto, tramite un filo elettrico di vari metri. In quelle occasioni, appunto, non c’era bisogno di altri riproduttori di musica e, oltre tutto, si era molto originali. Intanto, tutti i pomeriggi di domenica, con questo sistema, nel boschetto ascoltavamo “Tutto il calcio minuto per minuto” di Enrico Ameri e Sandro Ciotti.
Altro luogo di scampagnate, più appartato però e romantico per occasioni…particolari, era la “Scannatora”, una piccola insenatura un po’ più a sud di Cerano. E’ lì che ricordo di aver ascoltato per la prima volta – sempre nella famosa mini minor - le prime canzoni dei Pooh: “Tanta voglia di lei”, “Pensiero”, ecc. Nelle varie uscite molte volte c’era però anche la chitarra. Nella comitiva avevamo il simpaticissimo Antonio Coppola, elemento spassoso, allegro, oltremodo solare e ottimista che, con il suo strumento, riusciva ad arrangiare qualsiasi brano di Battisti.
A proposito, indimenticabile il famosissimo viaggio fatto insieme ad Antonio nel 1972 con la sua Fiat 500, in giro per quasi tutta l’Italia. Una piacevolissima odissea di quindici giorni, vissuti con una intensità tale di carica giovanile che rimarrà sempre impressa nella bacheca dei miei ricordi.
Erano gli anni della nascita delle discoteche. Naturalmente non a Tuturano, ma nemmeno a Brindisi devo dire c’è mai stata una discoteca. Bene o male, molti già lavoravano e, quindi, disponendo delle auto, c’era la possibilità di spostarsi ai paesi vicini. Una delle più in voga del periodo era senza dubbio il “King’s” di S.Pietro V.co, dove, ricordo, nei primi anni, faceva l’uomo d’ordine (il buttafuori) un personaggio del tutto simile a Roky Roberts, quello di “Stasera mi butto”, tanto che quando ballava, ne
assumeva completamente le sembianze. Seppi che costui era stato, anni prima, il portiere della squadra di calcio del S.Pietro e dopo aveva trovato impiego in quel ruolo. Puntatine venivano fatto anche alle discoteche di Mesagne e Francavilla, dove ce n’era una, ricordo, molto raffinata, il “Tiffany”. Non c’è paragone, comunque, con le discoteche di oggi. Non c’era la lap-dance, non c’erano le cubiste, si poteva accedere già dal pomeriggio verso le sei, non girava…roba, ecc. (come vedete, sono ancora informato sull’argomento; i figli ci aggiornano).
Il lavoro, se all’epoca da un lato ci ha dato la serenità sotto l’aspetto dell’indipendenza economica, consentendoci la macchina ed altri svaghi, dall’altro cominciava a metterci di fronte ad alcune responsabilità: il pensiero di dover risparmiare qualcosa per il futuro, per un eventuale matrimonio, per una casa, ecc. Insomma, abbandonavamo la spensieratezza per giungere all’età della ragione, ci rimaneva poco tempo ormai per lo scherzo!
In questo contesto di pseudo serietà in cui ci sembrava di essere entrati, si accese in paese una sorta di interesse per la politica fra i giovani. Se fino ai decenni precedenti era sembrato appannaggio delle persone anziane, ora la discussione politica, improvvisamente, si spostò nella sfera più giovane e quasi tutti ci schierammo, a seconda di fattori diversi (tradizioni familiari, formazione scolastica, ecc.) nei vari partiti allora presenti in parlamento. Le cause di questo fenomeno erano diverse. Secondo me non si deve scordare ciò che ho accennato prima, l’onda lunga del ’68 e poi, ricordate? Eravamo in pieno periodo degli anni di piombo! Accuse reciproche tra rossi e neri; si disse all’epoca che “molti attentati erano così rossi, ma tanto rossi, da sembrare quasi neri!”. In un modo o nell’altro, comunque, si discuteva di politica, si frequentavano le sezioni di partito, si cominciarono a responsabilizzare i giovani nelle cariche politiche di base ed anche provinciali, c’era un vero e proprio fermento.
Devo riconoscere
che fu una stagione abbastanza positiva per il dialogo politico fra i giovani, molto efficace per una maturazione successiva.
Visto che i locali dei partiti erano frequentati anche dai giocatori di carte (un’abitudine di vecchia data che ho avuto modo di narrare in altra occasione), i quali molto probabilmente non volevano essere etichettati con un’appartenenza politica, nacque nel 1975 il “Club ‘75” in un locale di Via Stazione, che era destinato esclusivamente a sala per il gioco delle carte. Famose le interminabili sfide di “Tre Chiamate” fra il Prof. Amante, Uccio Preso e Ghiatoru ti la Gertrude, che avevano la capacità di rendere ogni partita come una continua ricerca scientifica della perfezione del gioco.
Purtroppo, ricordando l’anno 1975, la memoria mi riporta alla mente un tragico evento avvenuto a Tuturano: la scomparsa di Mimmi Giannone in uno sfortunato incidente di moto. E’ ancora viva, credo, nella mente di tutti i tuturanesi della mia generazione la
figura di quel giovanottone di 24 anni che era la personificazione della vigoria e della voglia di vivere. Non ricordo mai di aver visto Mimmi imbronciato o di cattivo umore, il suo era un carattere fresco, felice, non poteva non essere amico di tutti. Disponibilissimo sempre, ironico, ma affabile e gioviale. Quel maledetto pomeriggio, quell’asfalto viscido per la pioggia e un palo metallico in Via Provinciale S.Vito a Brindisi lo tradirono e spensero per sempre quella fiamma di vitalità. Per molti mesi, in paese, gli amici che possedevano una moto non la usarono in segno di lutto.
Ecco, preferisco terminare il mio escursus nell’ “amarcord” della gioventù a Tuturano appunto con questa figura di ragazzo, amante della vita la quale, però sfortunatamente, lo ha tradito proprio come fa una bell’amante infedele.
Il racconto delle mie esperienze di vita a Tuturano non era finalizzato certamente a divulgare le vicende personali di quell’epoca che non sono interessanti per nessuno, ma ha voluto essenzialmente porre in risalto lo sfondo sociale in cui noi giovani della frazione ci divertivamo, studiavamo, insomma “crescevamo” con i nostri capricci, le nostre illusioni, i nostri desideri e quant’altro quel piccolo mondo ci poteva mettere a disposizione.
di Cosimo Ottaviano
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