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IN TUTURANESE SOBBRASCAPULA SIGNIFICA LAVORO POMERIDIANO DEI CONTADINI
SIGNIFICATO:
LAVORO IN PIù RISPETTO A QUELLO DEL MATTINO.


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Il calcio,la mia passione.

Il calcio è sempre stata la mia grande passione…ne sa qualche cosa la mia “carriera” scolastica!
Non c’era momento della giornata che tutto mi conducesse a prendere un qualsiasi pallone per potermi identificare con Mazzola,Rivera,Riva,Corso…..
A Roma,in borgata,non esisteva nessun campo di calcio,né tantomeno un vero prato,per cui ci si inventava di tutto per giocare.
Quando da Roma sono arrivato a Tuturano,pur avendo solo 13 anni,la prima cosa che ho fatto, è stata quella di andare a vedere il “campo” ….:una distesa di…paglia gialla è vero,ma pur sempre un terreno quasi in piano:un’emozione indicibile! Il caldo del 4 luglio,quel mare giallo di grano appena trebbiato mi facevano pregustare grandi scontri calcistici…ma ero ancora troppo ragazzino per pensare di poter diventare qualcuno…
Nel frattempo il campo di calcio diventò degno di tale nome…e in me aumentava la voglia di giocare…sempre!
Scoprii dopo che Zio Memmo, che aveva sempre casa piena di maglie(della Fiorentina in particolare),di scarpini,di palloni, era sempre stato contrario a che io giocassi. Ancora oggi,a quasi 58 anni,non ho capito perché e,purtroppo,non lo saprò mai! ma il desiderio era talmente forte,talmente pressante che non ho mai esitato a sfidare li”garzaluni ti ziuma”!

Verso i 17/18 anni,ormai “grande”,inizia la mia avventura tuturanese:con la Juniores. Ricordo Giovanni”gambaletto” nostro dirigente!
Indossavamo la maglia granata del grande Torino!
Pino Leo,Vadacca,Salvatore Rucco,Amedeo Neglia,Gigetto Nubile,Vito Costantino(che voleva sempre il 7),di Pino Novara non sono ben sicuro….questi alcuni nomi dei valorosi……
Complice il buon Amedeo,avevamo escogitato(secondo noi,non scoperti)un sistema per evitare il divieto.
La domenica,giorno cruciale per il quale non dormivo da due giorni prima,subito dopo aver mangiato,prendevamo il fucile ad aria compressa di zio e...uscivamo per andare a caccia di giallette al boschetto. Sembravamo due conquistadores spagnoli :imboccavamo a tutta velocità il viottolo dietro casa,passavamo nel giardino delle sorelle Leuci e…..andavamo a casa di Amedeo a prendere tutto l’occorrente per andare a giocare.
Passava Giovanni e….via….alla conquista della coppa del Mondo!
San Pietro Vernotico,San Vito dei Normanni,Carovigno,Mesagne…i campi che vedevano le mie/nostre gesta!
“Attenti al romano,marcatelo stretto”…Li cuerpi,quanti n’aggiu pigghiati…ma ero felice e….preoccupato. La partita finiva:niente doccia,via di corsa per ritornare a Tuturano!
“Amedeo,si vede che sono sudato?Ho le guance troppo rosse? Si capisce che ho giocato”,questo era il tormentone che doveva subire il buon Neglia!
..e lui”Tranquillo,non si vede,non si accorge di niente”! Mentiva spudoratamente, ma in realtà zio non ci diceva nulla! Boh!
Nel frattempo ero apprezzato per il mio modo di giocare,tant’è che fui convocato per esordire in prima squadra.
Lì dove una volta c’era la paglia ora c’era un campo di calcio vero e io ne calcavo il terreno!

Non ricordo bene se la maglia del Tuturano fosse quella della Sampdoria o quella rossa con striscia orizzontale gialla. Ricordo però benissimo che mi marcava un Marcantonio più alto di me di almeno un palmo.  Ad un certo punto della partita,mentre sto per saltare in aria per colpire di testa,vedo all’ingresso dello stadio la tonaca nera di mio zio:mi si è gelato il sangue nelle vene! Già immaginavo quanti mazzate era pigghiari! Non so quanto tempo è passato:un secondo un anno,un secolo…ma nel frattempo stavo saltando di testa.
Ero talmente distratto che mi sono beccato “una capocciata” sul viso:il sangue mi riempiva la bocca…ma non potevo né fare né dire nulla…zio era lì!
Non ricordo se sono uscito per infortunio o se ho finito la partita….non lo ricordo proprio: Ricordo benissimo che zio…non mi disse nulla! Mah!..
.Aveva capito che mi ero fatto male?Era solo la mia paura a farmi pensare che lui non voleva che giocassi? In realtà un divieto diretto di non giocare non l’avevo mai ricevuto…
Il mio esordio casalingo rovinato da una testata.
In bocca ho ancora i segni di quel trauma che dovetti,per forza. nascondere:che dolore dover mangiare con la bocca interna spaccata!
Ma per il calcio,per una partita ufficiale,per un esordio in prima squadra…questo ed altro.
Con tanta nostalgia per quei tempi..e per non aver capito che tutte le paure erano frutto della mia insicurezza.
 



foto e testo di Aurelio Lorenzini

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