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IN TUTURANESE PRESSA SIGNIFICA FRETTA
SIGNIFICATO:
VAU TI PRESSA (VADO DI FRETTA).


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Lu nipoti Ti Carmelu

Il mio ricordo di Tuturano è il ricordo degli anni più belli della mia infanzia. Mia madre è tuturanese (figlia di Carmelo D'Errico) e, nei giorni festivi, con la mia famiglia, venivo dal paese in cui abitavo, situato in provincia di Lecce, a trovare i nonni e gli zii a Tuturano. Io fremevo dalla voglia di arrivare a Tuturano che per me rappresentava un mondo a parte: il mondo dei giochi, della libertà e del confronto con altri miei coetanei che mi consideravano 'uno straniero'. C'era l'incontro festoso con i miei cugini Carmelo, Andrea e Pierpaolo, compagni di giochi e di avventure. Tutto, allora sapeva di spensieratezza. Non avrei cambiato Tuturano con nessun altro posto del mondo ed il mio sogno era quello che, un giorno, quando mio padre sarebbe andato in pensione, saremmo andati tutti ad abitare a Tuturano nella casa che in quel periodo stavamo costruendo. Purtroppo il lavoro e le vicende familiari mi hanno portato a dover risiedere in provincia di Bari, ma questo è un altro discorso. Faccio di seguito una carrellata di ricordi bellissimi: i luoghi di incontro dei ragazzi come via Stazione, via del passeggio, la Processione vivente della via Crucis il Venerdì Santo che si snodava per tutto il paese in un silenzio irreale; le partite di calcio del Tuturano quando giocava in prima categoria, e si confrontava con squadre blasonate come il Galatina, il Taurisano, il San Pietro. C'era anche un'altra squadra che faceva la terza categoria (l'Assi Tuturano).
Il torneo Mimmi Giannone dedicato all'omonimo giovane prematuramente scomparso. A questo torneo partecipava l'unica formazione di Tuturano che era il 'SALONE RINO' che naturalmente era la squadra da battere e molto spesso arrivava in finale. Si giocava tra giugno e luglio con due partite al giorno – nella fase iniziale – la prima cominciava alle 16.00 ... un caldo boia, e l'altra, a seguire; le partite che noi ragazzi giocavamo all'interno della scuola elementare su un terreno di breccia.. spesso le partite includevano una scommessa (50 o 100 lire che venivano consegnate da ciascun giocatore all'arbitro) che le conservava e pagava i vincitori alla fine della partita. La spiaggia di Cerano e 'lu fiumi' che era quel canale di acqua dolce dove ci si tuffava. Era freddissimo ed insidioso. Qualcuno addirittura vi morì. I giochi di strada (scundi scundi,spingula spingula ci viti mueri ti mori mammata sirda e quanti ni tieni, amme salamme o campana o staccia, cummari cummari s'è cottu lu pani, cavallina, la mazza, li pitruddi, lu fitu, salta lu ciucciu) in via Giardino, la pasquetta al boschetto con l'altalena, la vendemmia, la raccolta delle lumache (li cozzi), il Presepe vivente di Mesciu Miminu.
Un capitolo a parte lo dedicherei a mio nonno Carmelo per il quale vi è uno spazio nel sito e per il quale non sarà mai detto troppo considerando quello che ha rappresentato per una generazione di tuturanesi che lo ricordano come un animatore del paese. Faccio solo un cenno ricordando quando si incontrava con gli amici 'allu saloni ti Miniscirdu' – dove si riunivano a suonare la chitarra ed il mandolino Pascalinu Facchiacchiri (lu postinu), Miniscirdu, c'era con loro un vecchietto chiamato mesciu Cosimu Funaru (faceva le corde) e suonava il mandolino.
Complimenti per avere dato la possibilità a 'noi tuturanesi' (io lo sono a metà), la possibilità di testimoniare fatti ed avvenimenti che, altrimenti si sarebbero persi nell'oblio.... e che invece devono essere fissati nei ricordi di tutte le generazioni a venire affinchè non finiscano mai di stupirsi per la ricchezza delle tradizioni di questo paese che – nonostante tutto – ha espresso tante realtà, ha cullato tanti sogni e continua a mantenere la sua identità di paese che deve essere preservata dall'avanzata della globalizzazione cittadina. Tuturano non dovrà mai diventare un quartiere di Brindisi.
Non è questo un proclama di guerra ma vuole essere solo un invito alla conservazione delle radici. Un caro saluto a tutti coloro che 'si sentono' tuturanesi.

La foto è del 1974 dove ci troviamo, con una delle selezioni calcistiche di 'belle speranze' all'interno 'ti li scoli' dove sistematicamente, per giocare, 'mmarcavamo la ringhiera' e davamo inizio a partite senza tempo. La formazione da sx a dx e' composta da 'Massimo Fai, Salvatore Annigo, Cosimo D'Errico, Stefano Conte, Andrea D'Errico, Carmelo D'Errico, Fabio Massimo Conte, Daniele Fai. (clicca sulla foto per ingrandirla)

 



scritto da Stefano Conte

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