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IN TUTURANESE SCRAFAZZATU SIGNIFICA SCHIACCIARE
SIGNIFICATO:
SCHIACCIATO,GENERALMENTE SI USAVA QUANDO,COL PIEDE,SI SCHIACCIAVA QUALSIASI COSA.....


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Io Ti Attacco Nel Sangue


Nonna Ernestina

Il treno è zeppo di corpi e valigie. Tutti che torniamo a sud per il giorno dei morti. Il giorno dei morti lo passo sempre con mia nonna Ernestina. Mia nonna ha un cuore tutto nero e pulsante, me l’hanno detto i dottori quando l’hanno operata e le hanno squarciato il petto. L’hanno aperta e ricucita mia nonna.
«E me pizzica lu core, mamma mia ‘cce dolore!» come in quel vecchio canto salentino. Ecco mia nonna. Ernestina e il suo cuore pizzicato. Le sue mani grandi e carnose, bruciate e spaccate da anni e anni di lavoro nei campi. Le sue gambe storte sotto il peso della terra. E i suoi occhi. Oh, i suoi occhi! Ma quelle mani sono ancora piene di grazie grandi. Me ne sto incollata al finestrino e vedo scorrere tutte le mie vite, una dietro l’altra, e non me ne piace nemmeno una. Voglio arrivare in Puglia. Voglio che il mare ingoi il finestrino, e tutto quello che racchiude. La Puglia, quanto mi manca! Noi siamo quelli del sud-est, come dice Papo. Belli come la nostra terra. C’è chi se ne scappa, c’è chi torna, c’è chi non se ne va mai e si fa intontire dal tempo, c’è chi rinnega e chi si innamora, chi si pente e chi non torna più.
Io so solo che morirò a casa mia, a Tuturano. Il resto non mi interessa. Noi siamo nati con qualcosa di forte dentro, di radicato. Ci insegue ovunque, di stanza in stanza, di appartamento in appartamento, di città in città. Lacci lunghi tutt’Italia, e ancora più lunghi. Noi siamo quelli del sud-est, insomma. Quelli che si commuovono quando sentono cantare le rane nelle paludi e le scambiano per il ruggito del mare. Quelli che senza mare non ce la possono fare e che si portano le onde blu negli zaini e nelle valigie di treno in treno, di ferrovia in ferrovia, di nebbia in nebbia.

La Goccia D'Olio

Torno dalla nonna, ma a casa non c'è. Niente brodo caldo in vista.
Come vorrei scrivere a Maya, sto morendo dalla voglia di scrivergli. invece mi accontento di una tazza di the al limone e dei biscotti al cioccolato, più Carmela che ha deciso di fermarsi a dormire qui. Per starmi vicina, mi ha spiegato.
Sono contenta. Ho bisogno di affetto. in questo momento ho voglia di qualcuno che si prenda cura di me e mi faccia tante coccole. chissa dove è finita mia nonna.
Eccola che torna. Attraversa il portico con lo sguardo nero nero.
'Carmè, prendi una bacinella e riempila d'acqua. Subito, svelta!'.
Carma esegue gli ordini di mia nonna e io mi chiedo cosa hanno in mente.
La nonna prima mi bacia, Dio ti benedica, figghia mia! Domani ti porto in Chiesa. Lo dice tutto d'un fiato. 'Nonna... ehi, nò, è stata solo una crisi allergica. Sto bene. Il medico mi ha pure prescritto una cura di vitamine. Devo solo rimettermi in forze'.
'No, le vitamine non serviranno a nulla. Ce l'hai ancora il mal di testa?'.
'Si, ma quello è di origine psicosomatica'.
'Pissico cosa? dammi retta. Ora ti dice la nonna cos'hai, altro che mal di testa'.
La nonna prende il bottiglione dell'olio. Carmela è tornata con la bacinella piena d'acqua. Mia nonna fa cadere una goccia d'olio sulla superficie dell'acqua e si mette a osservarla tutta assorta con le mani sui fianchi.
'Gesù, Giuseppe e Maria!' esclama.
Io e Carmela ci guardiamo stupite, quasi ci scappa una risata.
'Lu sapia, lu sapia! 'E che significa allora?', chiede Carmela divertita.
Anch'io sono curiosa. La nonna usa sempre i suoi rimedi naturali per le malattie e i problemi. Mi fa impazzire la sua saggezza contadina.
Nonna! Uffa, nonna, che vuol dire?'.
Che ti hanno attaccato nel sangue. Per quello che stai così male'.
Che cosa?
Che cosa???

TI HANNO ATTACCATO NEL SANGUE!

Rimbombano le parole della nonna.
Lasciatemi sola adesso, lasciatemi tutti in pace. Ho bisogno di scrivere a Maya, ho bisogno di carta e penna.
Datemi un pò di pace e lasciatemi scrivere.
Lasciatemi scrivere... 



estratto dal romanzo Io ti attacco nel sangue, Clara Nubile, Lain, 2005

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