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Carmelo D'Errico
Questa pagina è dedicata alla memoria di Carmelo D'Errico, contadino e artista,
autore di poesie e canzoni scritte nel dialetto di Tuturano, una frazione di Brindisi,
esponente del folklore brindisino dal 1975 al 1985.
Il disco: quandu sciamu a vindimà... (l'ua)
Il disco "Quandu sciamu a vindimà... (l'ua)" è stato prodotto nel 1980
dalla 3D - etichetta discografica con a capo Vito Daniele del Discobolo, e distribuito da LineaTre - RCA
Sul fronte della copertina è riportato uno scorcio del porto di Brindisi con sullo
sfondo il Monumento al Marinaio. In alto sulla sinistra è riportata l'indicazione
folk tuturanese con la precisazione brindisi che indica l'appartenenza di questo
tipo di folklore alla tradizione brindisina.
I brani contenuti sono:
...lato A
- Lu scazzoppularu (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale) 3'28"
- Fatti di casa noscia (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale) 3'51"
- La caccavella (canto tradizionale) 3'05"
- Lu polici s'è fattu sacristanu (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale)
3'42"
- La strata di Santu Vitu (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale)
3'03"
- Quandu sciamu a vindimà... (l'ua) (testo e musica originali di Carmelo
D'Errico) 5'08"
...lato B
- La Carmina (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale) 3'01"
- Franchinu lu ucceri (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale) 2'46"
- Li pummitori (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale) 4'00"
- Quadriglia Tuturanese (testo e musica originali di Carmelo D'Errico) 2'44"
- Anti posparu (testo di Carmelo D'Errico, musica tradizionale) 5'35"
- Alla bicicletta a mu turnare (titolo originale: Paisi mia) (testo di Carmelo
D'Errico, musica del maestro A. Sempliciano) 4'13"
Realizzazione:
Canto: Carmelo D'Errico
Fisarmonica folk: Nicola Martinesi
Chitarra acustica: Pino Cagnazzo
Chitarra basso: Van Earl Patterson (U.S.A.)
Batteria e percussioni: Cosimo Giorgino
Direzione artistica: Pino Cagnazzo e Giuliano Sorgini
Ingegnere de suono: Giuliano Sorgini
Registrazione: «g.s.» studio sound 80 s.r.l. - Roma
Foto: Lorenzo Falcone
Idea grafica: Dario Bresolìn
Segretaria di produzione: Anna Gentile
Produzione: 3D Vito Daniele
Ha collaborato: Eusepio Prontera
Recording System Elettroacustica Professionale /Roma
Queste canzoni create con spirito genuino e spontaneo, parlano di fatti di tutti
i giorni, di amici, di allegria, di ironia verso i giovani sempre convinti di essere
meglio degli anziani.
Lu scazzoppularu (scazzoppularu = coltivatore di carciofi) descrive gli effetti
di una intensa nevicata nei primi di gennaio del 1979 che arrivò improvvisa dopo
mesi di siccità rovinando i raccolti di carciofi. Fatti di casa noscia è un canto
di protesta verso la centrale termoelettrica ENEL di Cerano che in quegli anni veniva
costruita distruggendo la spiaggia dei tuturanesi e Carmelo se la prende con i suoi
paesani che hanno subito lo scempio senza protestare. La caccavella (caccavella
= strumento tipico della tradizione musicale napoletana) è invece un canto tradizionale
che si rifà alla tradizione romantica popolare del 1700-1800. Lu polici s'è fattu
sacristanu (polici = pulce) si ispira sempre alla canzone tradizionale con riferimenti
alle schermaglie amorose. La strata di Santu Vitu si ispira, invece, al mondo agreste,
alla tradizione contadina dei carretti che portavano le donne in campagna descrivendo
un tipico incidente che poteva accadere, ovvero il ribaltamento del carretto, episodio
che volge verso il comico. Quandu sciamu a vindimà... (l'ua) è il brano principale
del disco con il testo e la musica originali di Carmelo D'Errico. Nella canzone
è impresso il suo amore per la campagna, il vigneto, l'uva. Infatti bisogna ricordare
che Carmelo, oltre ad essere un ottimo agricoltore, è un ottimo vignaiolo ed esperto
di vini. Questa canzone si potrebbe forse considerare come la spinta decisiva a
realizzare il disco che in principio non avrebbe mai immaginato di fare.
La Carmina è una canzone che parla della conquista del cuore della propria amata.
Franchinu lu ucceri è una canzone dedicata ad un suo caro amico e paesano proprietario
di un negozio di carni (macelleria o, in dialetto, ucceria). Questa canzone rivela
una delle caratteristiche più apprezzate di Carmelo: dedicare rime e poesie. Infatti,
si rifà alla tradizione dello stornello cantato con riferimenti ironici sia ai pregi
che ai difetti dell'amico condendoli con l'affetto. La canzone termina, come molti
brindisi, con l'augurio di stare sempre bene e mai malato e con l'ironica battuta
di non arrabbiarsi per lo scherzoso stornello. Li pummitori è una denuncia contro
quegli agricoltori che sradicano le piante di pomodori in cambio di contributi da
parte dello Stato (teniamo presente che siamo nel 1980).
La Quadriglia Tuturanese è un altro brano interamente composto da Carmelo in occasione
del Carnevale Tuturanese del 1980. La composizione è gioiosa e coinvolgente. La
canzone Anti posparu (posparu = fiammifero) è una risposta che un anziano dà ad
un giovane che per dispetto gli canta la canzone Lu posparu, canzone in dialetto
leccese molto in voga in quel periodo e cantata da cantanti leccesi come Bruno Petrachi,
Ginone, Gruppo Folk 2000. La canzone Lu posparu ha per argomento l'incapacità dell'anziano
di sostenere la vita moderna e le donne. Carmelo risponde con il suo Anti posparu
ricordando che anche l'anziano è stato giovane combinandone di cotte e di crude
e rinfacciando ai giovani la vita vuota che spesso svolgono. Alla bicicletta a mu
turnare (Alla bicicletta dobbiamo tornare) è una canzone con riferimenti nostalgici
a quei tempi quando la vita era più semplice, senza automobili, senza elettricità,
senza politici attaccati alla poltrona, quasi una nostalgia per i tempi della monarchia.
Non è ovviamente una canzone politica ma esprime solo il sentimento di un anziano
quando si volge a guardare al passato. Il titolo originale della canzone era Paisi
mia del maestro A. Sempliciano sulla cui melodia Carmelo ha imbastito il testo.
...per gentile concessione di:
- Fabio Massimo Conte
- Carmelo D'Errico Junior
www.fabiomassimoconte.it
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