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Un Pezzo della Mia, Nostra, Vita
Mi sono sposato, dopo un bel periodo di fidanzamento…. Il 22 marzo del 1980…!! E mai avrei immaginato…cosa sarebbe successo il 23 marzo 1980!!!!!!!!!
La mattina del 23, invece che in viaggio di nozze come immaginavamo, eravamo, purtroppo , in macchina sulla via per Tuturano, frazione di Brindisi, sempre più increduli e stravolti, insieme a mio fratello e mia madre: una triste notizia, giunta nella notte,…( cavolo…sempre di notte arrivano le cattive
notizie!!!! ) ci avvisava che era morto mio zio Don Domenico …..il parroco….. lu papa
Il viaggio Roma - Tuturano era già lungo di suo, quella volta ci sembrò lunghissimo, interminabile ognuno di noi con la stessa ferita nel cuore…….. Silenzio.. e nella mente zio Memmo, così lo chiamavamo noi di famiglia… il suo malore…Pino Simone che tentava di soccorrerlo..…la corsa all’ospedale con la sua scassata 124…. la sua fine… la chiamano la morte dei Giusti….e come in tutte le morti…niente era giusto!!!!!!
Ed io e mia moglie che pensavamo di iniziare una nuova vita insieme…tranquilla…felice……invece!!!!!!!!!!!
Che giornate tristi ci aspettavano e seguirono.. innanzitutto cercare, già da subito, di tirare su mia madre… oramai rimasta sola: aveva già perso una sorella…a Tuturano, e da quel giorno senza più il Fratello che le aveva fatto anche da padre..
La visita alla camera mortuaria all’ospedale Di Summa a Brindisi. Poi … il rientro a Tuturano, dove per noi ci fu una sgradevole.. incredibile sorpresa: la casa parrocchiale era chiusa per volere della Curia vescovile…o (meglio dire) per volere del Vescovo, il quale aveva paura che malintenzionati “rubassero “ qualche cosa…( ancora oggi devo capire che cosa!!!).
Fino ad un giorno prima quella casa era stata sempre aperta a tutti. Diverse giovani generazioni del paese l’avevano frequentata.. e non era mai mancato nulla, anzi era rallegrata dalla loro presenza.. e mio zio ne era felice: per Lui tutti quei ragazzi erano la sua famiglia. Amedeo…Antonio...Mimino…Angelo…Raffaele.. Mario, Rosario, Eupremio, Giovanni, lo “sceriffo” di via Colemi….Francesco.. e , tanti tanti altri
Anche noi fummo considerati dei “ malintenzionati” da qualche alto prelato e non ci furono ragioni… non ci consegnarono le chiavi e quindi il permesso di entrare (!!!!!!!!!!!!!!) nella casa dove noi, chi più chi meno , aveva vissuto diversi anni…. felici !!!!!!!!!!!!!
Non sapevamo che fare, ma grazie alle molte famiglie tuturanesi, che si prestarono e si prodigarono negli aiuti, trovammo ospitalità…. nelle loro case…ci fu preparata la cena….e noi mangiammo il loro stesso cibo.. alla stessa tavola…. Brave e semplici persone….!!!!!.. Non smetterò mai di ringraziarle per l’umanità e la disponibilità dimostrata… A me e mia moglie fu lasciata la camera matrimoniale padronale…!!!!!!!! ma quella notte non si dormì…tutti riuniti in una stanza a raccontarci e a raccontarsi la vita a Tuturano..
- Che cosa si fa e si dice …per non pensare e, magari, piangere!!!!! pensai
Quando, nel pomeriggio del giorno successivo, avemmo le chiavi per entrare…nella casa.. che consideravamo ancora nostra… perché qualche sua “maestà” aveva finalmente capito che mia madre era la sorella di don Domenico e noi i suoi nipoti .. giunti da Roma a piangere e a riprenderci il caro defunto.. e non dei delinquenti!!!!!! ( Si… ma questo lo avevano capito pure il giorno prima……e allora perché non ci diedero le chiavi? Io in merito avrei una mia opinione , ma non posso esprimerla…. Come posso !!!
Quando entrammo in casa l’odore di tabacco …, sempre lo stesso…, Aro.. anche se non c’era oramai più, era lì, presente, con il suo sguardo intelligente, il suo scodinzolare allegro….
Poi ….stanze conosciute da sempre e mai dimenticate, vissute nell’infanzia e ancora vive: lo studio, sala da pranzo quando arrivavano ospiti… ma spesso sala giochi per noi…la scrivania, un pacchetto di Stop senza filtro, aperto …quanti compiti di matematica eseguiti; il salotto, il divano dove vedevamo sereni la TV…la cucina ….bicchieri sporchi sul lavandino…Il bagnetto la cui finestrella dava sul giardino esterno dove dominava uno splendido mandorlo.. ah, quanti passerotti sono caduti sotto i colpi del mio, suo, Diana 27 !!!!!… La nostra stanza…il letto dove avevo dormito per tanti anni… la camera di mio zio……il letto rifatto!!??…
Quella casa è sempre stata una casa calda, accogliente, ma quel giorno era freddissima,…. C’era un vuoto e si sentiva la mancanza di chi l’aveva abitata fino a due giorni prima ….
Improvvisamente mi svegliai dai ricordi e…. a me scattò un violento turbamento dell’animo.. che piano piano si trasformò in furore…….
In quella casa non doveva rimanere nulla da lasciare a sua, nostra, vostra Eminenza...!!!!!!!!!!
Non solo per il Suo comportamento, forse giusto.. non lo so, ma anche perché Lui non aveva mai dato nulla a mio zio…….povero cristo… se non solo benedizioni.. .. tante preoccupazioni…. E solo doveri….doveri….
E non rimase nulla….solo la foto dell’alto prelato in bella mostra…e tutto ciò che apparteneva alla burocrazia parrocchiale..
Ma io, ancora oggi , mentre sto scrivendo, sono convinto che mio zio non avrebbe mai approvato e condiviso questo mio, nostro, agire, anzi, se ci fosse stato, prima m’avrebbe dato sicuramente una sberla delle sue, con quelle manone da fabbroferraio!!!!!!!!!!!!!, dopo si sarebbe fatto una bella risata…avrebbe capito che, tutto quello, era stato fatto per difendere la sua persona….sembrava forte e duro, ma aveva un cuore troppo buono. ingenuo.. e debole.. in tutti i sensi ….
Pensammo di riportare a Roma i suoi libri…( molti dei quali sono serviti per far studiare i nostri figli, altri furono donati da mio fratello Aurelio ad un Istituto scolastico cattolico, il televisore, e dei quadri… il Calice della Sua Prima Messa e altri oggetti sacri, personali, furono dati alle suore… il resto fu lasciato ai molti tuturanesi che, in quello smantellamento - trasloco, ci furono vicini… ( anche se non ne avevano bisogno….)…
Lì non doveva rimanere nulla…e nulla rimase…nemmeno il lampadario dello studio!!!
Caricammo sulla macchina ciò che avremmo portato via, chiudemmo la porta per l’ultima volta e riconsegnammo le chiavi, con la morte nel cuore…in quella casa non ci saremmo più entrati!!!!!!!
Poi il funerale nella Chiesa madre di Tuturano, Maria SS Addolorata..
Mentre mi dirigevo a piedi verso la Chiesa, sempre con mia moglie al fianco, notai che c’era qualcosa di strano e di irreale: il paese vuoto…silenzioso come non mai… le stesse case parevano partecipare al lutto….sembrava essere sul set di “Mezzogiorno di fuoco” .. nessuno… i portoni, le finestre.. i negozi … i bar….tutto chiuso.. Nella Chiesa trovammo altri parenti giunti, nel frattempo, da Roma, le suore…qualche anziana signora e tutti a recitare il Rosario.. Noi prendemmo posto…
Durante l' attesa della funzione, stringevo forte forte la mano di mia moglie senza guardarla in viso, non volevo che mi vedesse piangere!!!
Ai primi rintocchi della campana ..qualcosa di incredibile avvenne. Mi voltai verso l’ingresso e…la Chiesa era piena zeppa.. e fuori, attraverso il portale, si vedevano tante atre persone che non erano riuscite a prendervi posto, in attesa … rimasi senza parole…( mai vista così tanta gente ad un funerale a Tuturano!!!!!!).
C’era il Vescovo a presenziare il rito funebre con una sfilza di altri sacerdoti a concelebrare….
Ricordo come se fosse adesso tutta la predica ….tra le altre cose burocratiche, si lamentava da parte della Curia la perdita di un prete, uno qualsiasi… che occupa un posto…. non della scomparsa del Parroco di tuturano don Domenico… ..il sacerdote… l’uomo.. e a me questo sembrò molto offensivo…non per noi parenti, ma per colui che forse aveva dato la sua vita per qualcosa in cui credeva.. non so chi mi trattenne.. forse Lui!
…
E quando uscì il feretro... fuori , nella piazza altra…tanta gente !!! Ho visto molti piangere…con le Loro lacrime salutavano l’ amico.. il punto di riferimento.. perso…per sempre.
Durante i saluti alle persone a noi più vicine, io volli togliermi la soddisfazione di parlare con il Pastore e chiarire con Lui alcuni concetti sul rispetto del “gregge”, delle persone in difficoltà e dell’umane anime che, soprattutto quando sono sofferenti, hanno bisogno di parole buone… di umiltà… di umanità…. di sani esempi……di silenzi…. di Riconoscenza ….verso un umile Parroco, e non di prediche da chi pretende di guidarle…
Il corteo si mosse….
L’intero paese ci accompagnò fino all’incrocio con il piccolo Cimitero…piccolo, ma in quel momento grande , immenso e rivelatore di ciò che era successo e doveva ancora accadere …..l’ultimo saluto….poi…
Poi, a Filettino, in provincia di Frosinone, paese natale e di “ morte “ di lu Papa…..
Molti amici tuturanesi erano con noi anche lì….a condividere il nostro dolore.. che era pure il loro..
Infine ce ne tornammo a Roma….. distrutti e svuotati… c’era venuto a mancare non solo un parente stretto, ma chi ci ha donato una, importante.. parte di sé… e noi dovevamo cavarcela da soli, ancora una volta..!!!!!
In tutto questo, mia moglie sembrava assente, pur condividendo il mio dolore. Poi mi ha confidato, nel tempo, che aveva assistito per la prima volta ad un funerale di una persona cara…e che mi aveva visto piangere…
Comunque per lei , il mio, nostro, comportamento le sembrò assurdo…. ancora oggi, quando ne parliamo, mi rimprovera dicendomi che ho sbagliato e che non è nel mio carattere agire in questo modo….forse….. Ma volete mettere la soddisfazione di vedere qualcuno d’importante che non riesce a mantenere il tuo sguardo durante un colloquio !!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Francesco
Questo mio racconto lo dovevo a mio Zio, ai Tuturanesi e……… a mia Madre…..
racconto di Francesco Lorenzini
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